Chi merita le montagne?
Mi è venuto da pensarlo in questi giorni, mentre stavo leggendo un numero di Meridiani Montagne, quello dedicato alla Marmolada, che si è trasformata da paradiso incontaminato a paradiso turistico. Una seguenza di trasformazioni che purtroppo sempre più interessa le nostre montagne: una volta che il paradiso è “turisitico”, perde naturalmente la sua accezione di incontaminazione, di evasione dal mondo urbano. Un po’ come l’aziendina a conduzione familiare, orgogliosa delle sue tradizioni artigianali, che viene assorbita dalla multinazionale di turno: si azzera in un istante ogni valore, ogni tradizione per sacrificarli sull’altare della rendita e della produttività. E così si vedono, là dove persone hanno dovuto sudare, soffrire e tentare a più riprese per conquistare una cima, una vetta, una cresta che come con un canto di sirena (magari il paragone marinaresco non ci sta bene, ma rende l’idea) li attirava lassù, fiumane di sciatori che salgono sulla funivia, scendono, non si guardano neanche attorno e sfrecciano verso un nuovo giro di giostra, magari lamentandosi della scarsa qualità della neve battuta sulla pista. Ma queste persone se la meritano la montagna?
(l'immagine è proprietà del sito http://tuttofassa.stepdev.org/)
Urge nuovo nome! AH SE URGE!
La disgrazia di avere un nome ehm.. ingombrante, ti casca in testa come un masso, tu non ci puoi fare niente: vedi i vari Culetto Rosa, Manno Assunta, Mori Remo, ecc ecc ecc. Ma andarsela a cercare, quello è il colmo della follia, cari i miei amici! Laciate quindi che vi narri la più mirabolante delle imprese informatiche di colui che è al di là del tubo catodico (o del cristallo liquido) e che vi scrive più o meno regolarmente (Questa frase s’ha da leggersi con voce nasale..): dopo aver riflettuto per giorni sul nome da dare al mio blog, mi accorgo ora che ho cannato tutto! E grazie a mio papà!
SCENETTA:
Mentre sto scrivendo un post, arriva mio papà e mi dice: “E’ il tuo sito, questo?” E io tutto orgoglioso: “Certo!”. E mio papà: “E perché l’hai chiamato NOI-SIAM-BUSH?”. Io divento pallido, mi volto lentamente verso lo schermo, e cala il velo dai miei occhi: noi siam bush! Oddio!
Capito ora perchè urge trovare un nuovo nome? Sigh.. a me piaceva, Noisy Ambush: Imboscata rumorosa.. Bello! E aveva anche un significato filosofico-culturale (che prima o poi vi avrei spiegato..); ma neanche un veterano della guerra del golfo patriota da venti generazioni arriverebbe a chiamare un sito in questa maniera! Quindi ho deciso: cambio nome! Fra due settimane! Nel mentre, se vi va, sentitevi pure liberi di suggerirmi il nome per il nuovo blog..
Ciao! E aggiungo.. sob!
Findlay Brown – Separated By The Sea
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Un bel disco, con una sonorità alla “Crosby Still Nash & Young” per questo cantautore che, diciamolo, anche se è “all’inizio” mostra già di cosa è capace. Un folk serio e meditativo, senza troppi fornzoli, capace di avvolgervi nell’atmosfera di una giornata di pioggia autunnale.
La mia preferita: “Losing the will to survive”.
Voto: 8/10
Lums’ new PC
Allora.. mi si presentava il seguente quesito: 50€ per un hd nuovo da mettere su un PC già vetusto o 10 e passa volte tanto per un HD nuovo corredato di un PC all’altezza?
Tutto si è risolto con la scelta 2! Per cui (rullo di tamburi, please..) ecco qui la nuova configurazione:
MOBO: ASUS M2N E -SLI
CPU: ATHLON64 X2 5600+
RAM: 2GB
SK VIDEO: RADEON HD2006XT
HD: 2 X 250 GB SATA MAXTOR (Eh vabbè, sono andato un po’ al risparmio..)
ALI: 600W
CASE: Cooler master mystique
Uffi…
.. mi si è rotto l’hard disk! Se il ciclo di vita medio di un HD è di 5 anni, il mio è un orologio svizzero. Nato nel novembre 2002, morto nel novembre 2007. Ma tanto c’era solo il SO, i dati sono al sicuro in quello di backup! EH EH EH…